La mandorla: l'alleato della nostra salute

La mandorla: l'alleato della nostra salute

Categoria : BLOG

Il suo utilizzo in cucina è sempre più diffuso, sia per la preparazione di dolci sia per guarnire sfiziosi primi piatti. Infatti le mandorle sono considerate “ l’elisir della salute” e ho voluto approfondire il loro aspetto nutritivo e benefico per scoprire tutto ciò che si nasconde dietro a questo frutto così piccolo e prezioso. Ciò è stato possibile grazie al contributo della Dott.ssa Maria Anna Palumbo (Biologo Nutrizionista).

 

1) LE MANDORLE SONO DAVVERO COSI’ IMPORTANTI PER LA NOSTRA SALUTE?

<< Negli ultimi 20 anni il consumo di mandorle è aumentato in modo significativo.

È stato dimostrato che consumarle regolarmente ha effetti positivi sul mantenimento della salute dell’organismo, in particolare nella prevenzione del rischio cardio-metabolico.

Gli studi scientifici degli ultimi decenni hanno confermato le proprietà nutritive delle mandorle e ne hanno definito il ruolo come “alimenti funzionali”, in grado di contribuire alla promozione di benessere e salute.

Gli effetti benefici sono associati alla loro composizione in macro e micronutrienti.

Contengono una prevalente quota lipidica (circa il 50%) costituita per la maggior parte da acidi grassi monoinsaturi (acido oleico), una buona percentuale proteica ( circa il 25%) ma anche carboidrati e fibra (circa il 20%). Sono inoltre ricche in vitamine (Vitamina E, Vitamina A ,Tiamina o Vitamina B1,  Riboflavina o vitamina B2, Niacina o vitamina B3,) e minerali come calcio, magnesio, fosforo, potassio, zinco, rame e manganese.

Le mandorle sono ricche di composti bioattivi minori come i polifenoli.

I polifenoli sono concentrati maggiormente nella cuticola scura che avvolge il seme e svolgono un ruolo importante nella prevenzione delle malattie croniche. I polifenoli presenti nelle mandorle hanno un’azione antiossidante in grado di ostacolare i danni causati dai radicali liberi alle cellule dell’organismo, un’azione antimicrobica e antivirale >>.

 

2)  IN CHE MODO LE MANDORLE  FAVORISCONO LA PERDITA DI PESO?

 

<< È azzardato dire che le mandorle favoriscano la perdita di peso. In diversi studi il consumo di frutta secca è risultato correlato alla riduzione del rischio di sviluppare sovrappeso e obesità.

Il merito di questo beneficio sembra essere legato alle fibre, alle proteine e agli acidi grassi insaturi contenuti nelle mandorle che favoriscono il senso di sazietà. L’effetto saziante aiuta a limitare l’assunzione di alimenti in eccesso >>.

 

3) LE MANDORLE POSSONO ESSERE CONSUMATE DA CHI HA IL DIABETE?

 

<< Sembrerà strano, ma assolutamente sì! Oltre al controllo lipidico, vari studi suggeriscono che l’aggiunta di mandorle ad un pasto migliora sia il controllo glicemico che insulinemico. I meccanismi d’azione coinvolti sono diversi: il contenuto di lipidi, proteine e fibre contribuisce al rallentamento dello svuotamento gastrico con conseguente riduzione della risposta glicemica al pasto e la presenza di polifenoli contribuisce a limitare il danno ossidativo come conseguenza dell’iperglicemia prolungata.

Come vedi sono d’avvero “l’elisir della salute” e tutti noi dovremmo consumarle regolarmente >> .

 

4)  COME BISOGNA MANGIARE LE MANDORLE, CON LA  BUCCIA O PELATE?

 

<< A fare la differenza è il gusto personale di ognuno di noi. Si possono mangiare in entrambi i modi, ma se vogliamo sfruttare al massimo tutte le loro proprietà, bisognerà gustarle con la “cuticola” esterna perché ricca in polifenoli e polisaccaridi ad azione prebiotica e antiossidante>> .

 

5) MA ECCO SORGERE UN DILEMMA: QUANTE MANDORLE BISOGNA MANGIARE AL GIORNO?

 

<< Se da una parte è vero che le mandorle sono una fonte inesauribile di benessere, dall’altra non bisogna esagerare. Si raccomanda l’assunzione di circa 30 grammi di frutta secca al giorno.

Quindi è possibile consumare circa 10- 15 mandorle come spuntino o spezza-fame >>.

Ringrazio la Dtt.ssa Marianna Palumbo per il suo tempo e per averci donato preziose informazioni sulle mandorle.                                        Adesso possiamo dire che le conosciamo un po' meglio.

Articolo scritto da Luisa Taibi

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